UTILITA' TOTALE E UTILITA' MARGINALE

COSA SONO L'UTILITA' TOTALE E L'UTILITA' MARGINALE DI UN BENE

UTILITA' TOTALE

Immaginiamo di dividere un bene in tante dosi: il consumatore trae un'utilità dal consumo di ciascuna dose del bene.

Si chiama utilità totale la somma delle utilità che un individuo trae da ciascuna dose di bene consumata.

UTILITA' MARGINALE

Ora immaginiamo che il nostro consumatore tragga un'utilità totale U1 da un certo numero di dosi di un dato bene.

Se egli consuma un'unità in più del bene, la sua utilità totale crescerà: questa crescita si chiama utilità marginale.

Quindi, l'utilità marginale è l'incremento che l'utilità totale subisce in seguito al consumo di una ulteriore dose del bene considerato.

Potremmo anche dire che l'utilità marginale è l'utilità che deriva dall'ultima dose consumata del bene: è evidente che si tratta di due definizioni diverse, ma che rappresentano perfettamente lo stesso fenomeno.

UTILITA' MARGINALE DECRESCENTE

L'utilità marginale di un bene è decrescente: questo significa che l'utiiltà marginale di un bene, diminuisce mano a mano che aumenta il consumo del bene stesso.

SIGNIFICATO ECONOMICO DELL'UTILITA' MARGINALE DECRESCENTE

Cerchiamo di capire cosa significa questo da un punto di vista economico.

Un individuo percepisce un certo bisogno: ad esempio ha fame. Consumare una dose di cibo gli dà una grande soddisfazione ma, via via che aumenta di una dose il consumo del cibo, la sua soddisfazione diminuisce poiché egli è sempre più sazio, quindi ha soddisfatto il suo bisogno.

Si arriverà al punto in cui un'ulteriore dose di cibo non gli procurerà più nessun incremento dell'utilità totale.

LA LEZIONE PROSEGUE SOTTO LA PUBBLICITA'

SIGNIFICATO GRAFICO DELL'UTILITA' MARGINALE DECRESCENTE

Disegniamo, sugli assi cartesiani la funzione dell'utilità totale nel caso di un solo bene:

  • riportiamo sull'asse delle ascisse il bene consumato che rappresenta la variabile indipendente;
  • riportiamo sull'asse delle ordinate l'utilità totale, dato che essa è la variabile dipendente, infatti l'utilità totale tratta dal consumatore dipende dalla quantità di bene consumata.

Utilià totale


Quando il consumatore non consuma nessuna dose la sua utilità totale è zero: per questa ragione la curva dell'utilità totale parte dell'origine degli assi.

La prima dose consumata OA permette di ottenere una utilità totale, pari ad OZ. Il segmento OZ rappresenta l'incremento dell'utilità che deriva al consumatore in seguito al consumo di una ulteriore dose del bene, cioè l'utilità marginale.

Con la seconda dose consumata, AB, l'utilità totale aumenta e diventa pari ad OV. Il segmento ZV rappresenta l'incremento dell'utilità che deriva al consumatore in seguito al consumo di questa ulteriore dose del bene, cioè l'utilità marginale. Come è evidente il segmento ZV è inferiore rispetto al segmento OZ, il che significa che l'utilità totale è aumentata, ma l'aumento dell'utilità totale che si è avuto con la seconda dose è inferiore rispetto all'aumento dell'utilità totale che si è avuto con la prima dose.

Con la terza dose consumata, BC, l'utilità totale aumenta e diventa pari ad OU. Il segmento VU rappresenta l'incremento dell'utilità che deriva al consumatore in seguito al consumo di questa ulteriore dose del bene, cioè l'utilità marginale. Come è evidente il segmento VU è inferiore rispetto al segmento ZV, il che significa che l'utilità totale è aumentata, ma l'aumento dell'utilità totale che si è avuto con la terza dose è inferiore rispetto all'aumento dell'utilità totale che si è avuto con la seconda dose.

E così via.

Utilià totale


Quindi, mano a mano che aumentano le dosi consumate del bene x, l'utilità totale cresce, ma cresce in misura sempre minore.

DAL GRAFICO DELL'UTILITA' TOTALE A QUELLO DELL'UTILITA' MARGINALE

Vediamo, ora, come possiamo passare dal grafico dell'utilità totale al grafico dell'utilità marginale.

Disegniamo, sotto al grafico dell'utilità totale, degli altri assi cartesiani nei quali:

  • riportiamo, ancora una volta, sull'asse delle ascisse, il bene consumato che rappresenta anche in questo caso la variabile indipendente;
  • mentre questa volta riportiamo sull'asse delle ordinate l'utilità marginale, che è la variabile dipendente, infatti l'utilità marginale tratta dal consumatore dipende dalla quantità di bene consumata.

Utilià totale e marginale


Ora prendiamo sull'asse delle ascisse la quantità di bene OA e ad esso facciamo corrispondere, sull'asse delle ordinate, un segmento pari ad OZ. Abbiamo trovato il primo punto della curva dell'utilità marginale.

Utilià marginale


Ora prendiamo sull'asse delle ascisse la quantità di bene OB e ad esso facciamo corrispondere, sull'asse delle ordinate, un segmento pari ad VZ. Abbiamo trovato il secondo punto della curva dell'utilità marginale. Proseguiamo così con tutte le quantità del bene.

Ora uniamo i punti individuati sul piano cartesiano: quella disegnata in rosso rappresenta la curva dell'utilità marginale, una curva decrescente che, mano a mano che ci si sposta verso destra tende a diventare sempre più piatta, dato che l'utilità totale aumenta sempre meno, mano a mano che aumenta il consumo del bene.

Utilià marginale


 
 
 

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