I SALARI

SALARIO A TEMPO, A COTTIMO, PROGRESSIVO. SALARI NOMINALI E SALARI REALI

SALARIO

Il salario è la remunerazione percepita dal lavoratore per il lavoro prestato nell'impresa.

Normalmente si parla di salario per indicare la remunerazione percepita da chi svolge un lavoro manuale.

Esempio: si dice che l'operaio percepisce un salario, mentre l'impiegato percepisce uno stipendio.

Va precisato, però, che in economia il termine salario viene usato spesso per indicare sia i salari degli operai, che gli stipendi degli impiegati.

SALARI A TEMPO, A COTTIMO, PROGRESSIVO

A seconda del criterio di commisurazione del salario, distinguiamo i salari in:

  • salari a tempo, quando il compenso è legato alla durata del lavoro. Esempio: un lavoratore percepisce 7 euro per ogni ora di lavoro prestata oppure 56 euro per ogni una giornata lavorativa;
  • salari a cottimo, quando il compenso è legato alla quantità di beni prodotti dal dipendente. Esempio: un lavoratore percepisce 50 centesimi per ogni pezzo prodotto;
  • salario progressivo, quando il compenso dipende dalla combinazione dei due criteri precedenti per cui il lavoratore percepisce un compenso fisso garantito, al quale viene aggiunta una parte variabile che dipende dalla quantità prodotta dal lavoratore. Esempio: un lavoratore percepisce un compenso giornaliero di 25 euro + 50 centesimi per ogni pezzo prodotto.

Il salario a cottimo porta il lavoratore a lavorare il più possibile per aumentare il suo guadagno: per questa ragione esso è visto come uno strumento che permette di aumentare il rendimento del lavoro.

Però, proprio per questa ragione, spesso porta ad una forma di sfruttamento dei lavoratori.

SALARIO NOMINALE E SALARIO REALE

Un'altra importante distinzione del salario, effettuata in base al suo potere di acquisto è tra:

  • salario nominale;
e
  • salario reale.

Il salario nominale, detto anche salario monetario, è la quantità di moneta che il lavoratore riceve in un'unità di tempo. Esempio: il compenso mensile di un lavoratore dipendente è di 1.400 euro che rappresenta il suo salario nominale.

Il salario reale è rappresentato dalla quantità di beni e servizi che il lavoratore può acquistare sul mercato con il salario nominale percepito.

Il salario reale e il salario nominale coincidono solamente quando i prezzi dei beni e dei servizi sono costanti nel tempo. Se, invece, i prezzi aumentano, con la stessa quantità di moneta si possono acquistare meno beni e servizi e, di conseguenza, diminuisce il salario reale e il tenore di vita delle famiglie.

Esempio: un lavoratore dipendente percepisce un salario nominale di 6 euro per ora di lavoro. Ipotizziamo che egli impieghi tale somma per acquistare solamente della pasta che costa 1 euro al kg. Con il suo salario nominale riesce a comprare 6 kg di pasta.

Se il prezzo della pasta passa da 1 euro al kg a 1,5 euro al kg il potere di acquisto del lavoratore diminuisce. Egli, infatti, con lo stesso salario nominale di 6 euro, riesce a comprare solamente 4 kg di pasta, quindi il suo salario reale è diminuito.

SALARIO REALE E INFLAZIONE

Nei periodi di inflazione, cioè nei periodi in cui si ha un continuo aumento del livello generale dei prezzi, se i salari nominali rimangono invariati, i salari reali diminuiscono.

 
 

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