INCAPACITÀ NATURALE DI AGIRE

LIMITAZIONI ALLA CAPACITÀ DI AGIRE

INCAPACITA' NATURALE

Le persone fisiche che hanno la piena capacità di agire, cioè i maggiorenni non interdetti, né inabilitati possono trovarsi in situazioni di temporanea incapacità di intendere e di volere.

Esempio: un maggiorenne pienamente capace di agire una sera si ubriaca o viene ipnotizzato da un terzo. Nel momento in cui costui è ubriaco o ipnotizzato egli è incapace di intendere e di volere.

In questi casi l'incapacità è temporanea e si parla di incapacità naturale o incapacità di fatto.

L'incapacità naturale, però, può essere anche permanente, ma non essere stata ancora dichiarata dal giudice.

Esempio: il malato di mente o l'anziano incapace di intendere e di volere, fino a quando non vi è la sentenza di interdizione o di inabilitazione, si trova in una situazione di incapacità naturale.

ATTI CONCLUSI IN SITUAZIONI DI INCAPACITA' NATURALE

Sorge il problema di capire se, un soggetto, fintanto che permane lo stato di incapacità naturale, può concludere un atto giuridico.

Innanzitutto va detto che, affinché l'incapacità naturale abbia una rilevanza giuridica occorre essere in grado di provare che il soggetto era incapace di intendere e di volere al momento del compimento dell'atto.

Se ciò è possibile occorre distinguere due casi diversi:


Un negozio giuridico si dice unilaterale se, per costituirlo, è sufficiente la manifestazione di volontà di una sola parte.

Esempio: il testamento, la rinuncia ad una eredità, sono negozi unilaterali.

I negozi unilaterali conclusi quando il soggetto è incapace naturale possono essere annullati su istanza della persona stessa o dei suoi eredi o aventi causa. L'annullamento, però, è possibile solamente se ne risulta un grave pregiudizio per l'autore.

Il contratto è un negozio giuridico avente natura patrimoniale concluso tra due o più parti.

Esempio: l'acquisto o la vendita di un immobile, l'affitto di un negozio o di un appartamento, la concessione di un credito, sono contratti.

I contratti, conclusi quando il soggetto è incapace, possono essere annullati solamente se si dimostra la malafede dell'altro contraente, cioè solamente se si dimostra che l'altra parte era consapevole dello stato di incapacità del soggetto.

In entrambi i casi l'azione di annullamento si prescrive in 5 anni dal giorno in cui l'atto è stato compiuto.

 
 
 

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