INTERPRETAZIONE ANALOGICA

L'ANALOGIA DEL DIRITTO

INTERPRETAZIONE ANALOGICA

Può accadere che un giudice si trovi a dover risolvere un caso concreto che non è espressamente regolato da nessuna norma giuridica. Come si dovrà comportare il giudice in questa ipotesi?

Le regole da seguire in questa evenienza sono contenute nel secondo comma dell'art.12 delle Disposizioni sulla legge in generale che prevede che "se una controversia non può essere decisa con una precisa disposizione, si ha riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe; se il caso rimane ancora dubbio, si decide secondo i principi generali dell'ordinamento giuridico dello Stato."

In altre parole il giudice deve fare riferimento alle norme che regolano casi simili o materie analoghe. Si parla in questo caso di analogia di legge o analogia legis.

Se il caso rimane ancora dubbio, il giudice deve fare riferimento ai principi generali dell'ordinamento giuridico. In questa ipotesi si parla di analogia di diritto.

ANALOGIA DI LEGGE

Affinché sia applicabile l'analogia di legge è necessario che:

  • il caso che il giudice deve affrontare non sia affatto disciplinato da nessuna norma giuridica, in altre parole vi deve essere un vuoto normativo. In caso contrario, infatti, ci troveremmo di fronte ad una interpretazione estensiva e non ad una interpretazione analogica;
  • deve esistere almeno un elemento di uguaglianza tra il caso da risolvere e la norma che si intende applicare;
  • tale uguaglianza deve riguardare la motivazione della norma stessa.

Esempio: il contratto di leasing non è disciplinato nel nostro Codice civile poiché si tratta di un contratto che si è iniziato a diffondere molti anni dopo l'entrata in vigore del Codice. Per risolvere le controversie relative a tale contratto il giudice può applicare le norme relative alla locazione, un contratto che presenta caratteristiche simili rispetto a quello di leasing.

ANALOGIA DI DIRITTO

Nel caso in cui il giudice debba far ricorso all'analogia di diritto potrà applicare i principi generali dell'ordinamento giuridico. Essi comprendono tutte le norme vigenti dell'ordinamento dello Stato.

Esempio: sono principi generali dell'ordinamento giuridico il principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, il principio di libertà di tutti i soggetti, il divieto di ingiustificato arricchimento a danno di altri.

CASI AI QUALI NON PUO' APPLICARSI L'ANALOGIA

In base a quanto dispone l'art.14 delle Preleggi, l'analogia non si applica:


 
 

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