STATO LAICO E STATO TEOCRATICO

FORME DI STATO

POTERE POLITICO E POTERE RELIGIOSO

A seconda del rapporto che esiste, in uno Stato, tra potere politico e potere religioso, possiamo distinguere gli Stati in:

  • Stati atei;
  • Stati laici;
  • Stati confessionali;
  • Stati teocratici.

STATO ATEO

La parola ateo viene dal greco ed è formata:

  • dalla lettera a che ha valore privativo;
  • e dal termine theòs, ovvero Dio.

Lo Stato ateo è quello Stato che non riconosce nessuna religione. Esso limita e, in alcuni casi, elimina del tutto, la libertà religiosa.

Esempi di Stati atei sono i paesi comunisti.

STATO LAICO

Il concetto di laicità dello Stato trae origine dell'Illuminismo e della Rivoluzione francese ed afferma le separazione tra Stato e istituzioni religiose.

Lo Stato laico è, dunque, quello nel quale vi è una netta distinzione tra potere politico e potere religioso: le leggi emanate dallo Stato non risentono di alcun condizionamento religioso e tutte le religioni sono poste sullo stesso piano.

STATO CONFESSIONALE

Nello Stato confessionale vi è una religione che viene riconosciuta come religione di Stato. I principi di tale religione sono tenuti conto nelle leggi dello Stato. Esso, però, tollera anche altre religioni oltre quella dello Stato.

STATO TEOCRATICO

Il termine teocratico viene da due parole greche:

  • theòs, cioè Dio;

  • kratos, ovvero governo.


In altre parole questo termine significa governo di Dio.

Nello Stato teocratico l'autorità religiosa coincide con quella politica, le leggi sono formulate tenendo conto dei precetti religiosi e il loro rispetto è obbligatorio per tutti.

Sono Stati teocratici alcuni paesi islamici.

L'ITALIA

Lo Stato italiano è uno Stato laico anche se la nostra Costituzione non contiene una espressa previsione di tale principio come accade, invece, in altri Stati. Ad esempio, la Costituzione francese, all'art.1, sancisce che "la Francia è una Repubblica indivisibile, laica, democratica e sociale".

La laicità dello Stato italiano viene, invece, ricavata solo indirettamente dalla lettura della Costituzione italiana, in particolare:

  • dall'art. 2, nel quale si afferma che "la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo";
  • dall'art.3, nel quale si stabilisce l'uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzione alcuna, neppure in fatto di religione;
  • dall'art.7 che stabilisce che "lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani";
  • dall'art.8, che recita che "tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge";
  • dall'art.19, nel quale si afferma che "tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa";
  • dall'art.20, che sancisce che "il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto di un'associazione o istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività".

I rapporti tra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica sono regolati dai Patti Lateranensi (art. 7, comma 2, della Costituzione), mentre i rapporti tra lo Stato italiano e le altre confessioni religiose sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze (art.8, comma 3, della Costituzione).

I Patti Lateranensi, stipulati nel 1929 durante il periodo fascista, stabilivano, all'art.1, che la religione cattolica apostolica e romana era la sola religione di Stato, rendendo di fatto l'Italia uno Stato confessionale.

Nel 1984 vi è stata una revisione dei Patti Laternanesi che, nella nuova formulazione dell'art.1 riafferma il principio previsto nell'art.7 della Costituzione, ovvero che "lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani, impegnandosi al pieno rispetto di tale principio nei loro rapporti ed alla reciproca collaborazione per la promozione dell'uomo e il bene del Paese". In questo modo l'Italia può essere considerato uno Stato laico.

LAICITA' POSITIVA E LAICITA' NEGATIVA

La laicità di uno Stato può assumere due diversi aspetti:

  • la laicità positiva o attiva;
  • la laicità negativa o passiva.

Parliamo di laicità positiva quando:

  • Stato e Chiesa sono due ordini distinti;
  • lo Stato non interferisce nelle questioni religiose, ma si impegna a rimuovere quegli ostacoli che impediscono l'esercizio delle libertà religiose;
  • lo Stato non effettua nessuna distinzione in base alla religione.

Un esempio di laicità positiva è quello dell'Italia.

Parliamo di laicità negativa quando:

  • Stato e Chiesa sono due ordini separati che si ignorano reciprocamente;
  • lo Stato è indifferente rispetto alla religione, quindi non si impegna a rimuovere gli ostacoli che impediscono l'esercizio delle libertà religiose;
  • la libertà religiosa è un fatto del tutto privato.

Un esempio di laicità negativa è quello della Francia.

 
 

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