L'ESTRADIZIONE

L'ART.26 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA

ARTICOLO 26 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA

L'art.26 della Costituzione italiana recita:

"L’estradizione del cittadino può essere consentita soltanto ove sia espressamente prevista dalle convenzioni internazionali.
Non può in alcun caso essere ammessa per reati politici."

ESTRADIZIONE

L'art.26 della Costituzione fissa due criteri:

  • l'estradizione è ammessa solamente quando lo Stato italiano ha un accordo, che lo permetta, con un altro Stato;
  • l'estradizione non è mai ammessa per i reati politici.

ESTRADIZIONE ATTIVA E PASSIVA

L'estradizione è un istituto mediante il quale uno Stato consegna ad un altro Stato un individuo, che si trova nel suo territorio, e nei confronti del quale è stata intentata un'azione penale o è stata pronunciata una sentenza nello Stato che richiede l'estradizione.

Ad esempio un italiano è stato condannato per omicido in Brasile. Egli, al momento della condanna, si trova in Italia. Il Brasile chiede al nostro paese l'estradizione del condannato, cioè la sua consegna, per poter applicare la pena nei suoi confronti.


L'estradizione può essere:

  • attiva quando è l'Italia a chiedere ad un altro Stato la consegna di una persona;
  • passiva quando un altro Stato chiede all'Italia di consegnargli una persona.

L'art.26 della Costituzione si riferisce all'estradizione passiva e precisa che l'estradizione del cittadino italiano è ammessa solamente nel caso in cui vi sia un accordo in tal senso tra i due Stati.

Lo scopo della norma è quello di garantire una reciprocità di trattamento tra gli Stati aderenti all'accordo.

ESTRADIZIONE E REATI POLITICI

La seconda garanzia prestata dall'art.26 consiste nell'escludere la possibilità che i cittadini italiani vengano estradati per motivi politici. Quindi, anche se l'estradizione è richiesta da uno Stato con il quale intercorrono degli accordi in tal senso, se la richiesta di estradizione è legata al fatto che il cittadino italiano ha commesso dei reati politici, essa non può essere accolta.

Secondo la Corte di Cassazione per reato politico si intendono quelle condotte che espongono il soggetto estradato, se consegnato, ad un concreto pericolo di essere sottoposto nello Stato richiedente ad un processo penale non equo o alla esecuzione di una pena discriminatoria o ispirata da iniziative persecutorie.

Non si ricomprendono nei reati politici il genocidio e i crimini contro l'umanità: dunque, per tali reati, l'estradizione è consentita.

Inoltre la Corte Costituzionale ha affermato che l'estradizione è vietata quando l'ordinamento straniero sanziona con la pena di morte il delitto commesso.

SCOPO DELLA NORMA

Scopo di questa norma è quello di tutelare i cittadini italiani, evitando che possano essere discriminati da parte di un'autorità giudiziaria straniera o che possano essere condannati in base a norme contrarie ai principi della nostra Costituzione, come nel caso in cui l'estradizione sia chiesta da un paese nel quale vige ancora la pena di morte.

 
 

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