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Pregi e difetti delle imposte progressive

Esempi di applicazione delle imposte progressive

 

 
IMPOSTE PROGRESSIVE

Un'imposta si definisce progressiva quando l'aliquota cresce all'aumentare della base imponibile.

 

PREGI DELLE IMPOSTE PROGRESSIVE

L'imposta progressiva ha l'indubbio pregio di diminuire le differenze economiche tra le varie classi sociali. Non a caso la nostra Costituzione, all'art.53, prevede che il nostro sistema tributario deve essere informato a criteri di progressività.

Va detto anche che l'imposta progressiva si basa sul criterio della decrescente utilità marginale della ricchezza.

Esempio: se si applica un'imposta proporzionale con aliquota del 10%, Tizio che possiede un reddito di 1.000 paga un'imposta di 100, mentre Caio che possiede un reddito di 10.000 paga un'imposta di 1.000. Tuttavia l'utilità dell'ultimo euro posseduto da Tizio è molto più elevata dell'utilità che esso ha per Caio. Di conseguenza, Caio, dovrebbe pagare un'imposta più che proporzionale rispetto a Tizio: quindi dovrebbe pagare un'imposta progressiva

 

DIFETTI DELLE IMPOSTE PROGRESSIVE

Le imposte progressive non sono prive di difetti.

Un primo inconveniente si verifica nel caso in cui essa viene applicata in maniera da colpire singoli redditi separatamente poiché, chi ha redditi frazionati finisce col pagare di meno rispetto a chi ha lo stesso reddito, ma non frazionato.

Esempio: Tizio dispone solamente di redditi di lavoro dipendente per 1.000. Caio, invece, ha un reddito di lavoro dipendente di 800 e un reddito di fabbricato di 200, per un valore complessivo di 1.000. Quindi i due contribuenti hanno un reddito complessivamente uguale.

Supponiamo che il sistema tributario preveda l'applicazione di due imposte proporzionali, una sui redditi di lavoro dipendente e l'altra sui redditi di fabbricati, entrambe con aliquota del 10%. Tizio pagherà 100 di imposte (1.000 x 10%) e anche Caio pagherà 100 di imposte (800 x 10% + 200 x 10%). Quindi Tizio e Caio, a parità di reddito, pagano la stessa cifra di imposte.

Ora immaginiamo che il sistema tributario preveda due imposte progressive, una sui redditi di lavoro dipendente e l'altro sui redditi di fabbricati, entrambe con aliquota del 10% su redditi fino a 800 e del 12% per redditi superiori. Tizio pagherà 120 di imposte  (1.000 x 12%). Caio pagherà 100 di imposte (800 x 10% + 200 x 10%). Quindi, a parità di reddito, Caio che ha un reddito più frazionato, paga meno.

Un altro inconveniente è dato dal fatto che, se la progressività è molto accentuata, può spingere ad una forte evasione da parte di coloro che hanno i redditi più elevati e, quindi, maggiormente colpiti dalla tassazione. Inoltre, essa può frenare la formazione del reddito, perché su redditi più elevati si pagano imposte con aliquote più alte.

Un ulteriore difetto delle imposte progressive si verifica in caso di forte inflazione. In periodi nei quali è elevata la perdita del potere di acquisto della moneta, i redditi tendono a crescere nominalmente, fermo restando il loro potere di acquisto, e ciò comporta l'applicazione di aliquote di imposta più elevate. Quindi, il contribuente, pur disponendo in termini reali dello stesso reddito, paga maggiori imposte

Esempio: Il sistema tributario prevede un aliquota del 10% se si possiede un reddito di 1.000 e un'aliquota del 12% se si possiede un reddito di 1.500. Tizio ha un reddito di 1.000. Per effetto dell'inflazione il suo reddito nominale aumenta a 1.500 (vi è stato, ad esempio, un aumento dei salari e degli stipendi) ma il suo potere d'acquisto rimane invariato. Egli passa dal pagare 100 (1.000 x 10%) di imposte a pagarne 180 (1.500 x 12%) a parità di potere di acquisto. 

Questo inconveniente può essere evitato adottando appositi meccanismi che prevedano l'innalzamento dei livelli di reddito ai quali applicare determinate aliquote di imposta o una modifica di queste ultime.

Esempio: Il sistema tributario prevede un aliquota del 10% se si possiede un reddito di 1.000 e un'aliquota del 12% se si possiede un reddito di 1.500. Se per effetto dell'inflazione il i redditi di 1.000 aumentano a 1.500 si stabilisce che si applichi l'aliquota del 10% su redditi fino a 1.500 oppure si fissa al 6,66% l'aliquota su redditi pari a 1.500 (1.500 x 6,67% = 100). 

 

 

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