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Usi normativi, usi negoziali, usi interpretativi, usi aziendali

Differenze

 

 
USI NORMATIVI

Gli usi normativi sono  comportamenti ripetuti nel tempo da parte di una collettività che nell'applicarli è convinta che tali usi sono obbligatori dal punto di vista giuridico.

Gli usi normativi sono norme giuridiche, anche se si tratta di norme non scritte.

Poiché gli usi normativi sono delle norme giuridiche essi producono effetti a prescindere dalla loro effettiva conoscenza da parte degli interessati.

Esempio: una legge va rispettata a prescindere dal fatto che la conosciamo o meno. Non posso, ad esempio, non pagare un'imposta e dire, a mia discolpa, che non l'ho pagata perché non ne ero a conoscenza. La stessa cosa vale per gli usi normativi essendo norme giuridiche a tutti gli effetti.

A volte, sono le stesse norme giuridiche a richiamare gli usi.

 

USI NEGOZIALI

Gli usi negoziali sono clausole che vengono normalmente inserite nei contratti conclusi in determinate zone o in determinati settori. Di conseguenza, i contratti conclusi in una certa zona o tra gli imprenditori di un certo settore generalmente applicano tali usi, salvo un diverso accordo intercorso tra essi.

Essi sono disciplinati dall'art.1340 del Codice civile che prevede che "le clausole d'uso si intendono inserite nel contratto, se non risulta che non siano volute dalle parti".

Gli usi negoziali non possono, in alcun caso, derogare a quanto stabilito dalle norme scritte.

Gli usi negoziali non sono norme giuridiche: anche se essi consistono in un comportamento diffuso in un certo ambito, mancano dell'elemento psicologico, cioè mancano del convincimento di obbedire ad una norma giuridica obbligatoria.

 

USI INTERPRETATIVI E USI AZIENDALI

Gli usi interpretativi  servono per interpretare la volontà delle parti nel caso in cui essa non sia espressa in modo chiaro nel contratto. 

Gli usi aziendali consistono in comportamenti ripetuti da parte del datore di lavoro che in modo spontaneo riconosce ai propri dipendenti un trattamento più favorevole rispetto a quanto previsto dalla normativa in materia di lavoro e dai contratti collettivi.

Esempio: il datore di lavoro riconosce ai dipendenti delle giornate di riposo in più rispetto a quanto previsto dal contratto collettivo applicabile o riconosce un premio periodico non previsto dal contratto collettivo.

Affinché si possa parlare di uso aziendale è necessario che il comportamento del datore di lavoro:

  • sia protratto nel tempo;
  • sia riferito alla generalità dei dipendenti e non solo ad alcune categorie (dirigenti, impiegati, ecc..) o ad un singolo ;
  • sia un comportamento spontaneo del datore di lavoro che è consapevole di non adempiere nessun obbligo.

 

Usi interpretativi e usi aziendali non sono norme giuridiche.

 

 

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