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Usi e consuetudini

Gli usi normativi: nozione e classificazioni

 

 
NOZIONE DI USI E CONSUETUDINI

Gli usi normativi sono norme giuridiche non scritte che si formano spontaneamente mediante la ripetizione uniforme e costante di determinati comportamenti da parte di una collettività, per un determinato periodo di tempo e nella convinzione di obbedire ad una norma giuridica obbligatoria.

Proprio per questa ragione gli usi sono detti normativi o giuridici, perché costituiscono norme obbligatorie e, per questo motivo, si differenziano da altri comportamenti tenuti dai membri della collettività che non hanno carattere obbligatorio e non sono, per questa ragione, norme giuridiche.

Esempio: dare la mancia al cameriere, pur essendo un comportamento diffuso, non è una norma giuridica perché quando compiamo questo gesto sappiamo che non stiamo ubbidendo ad una norma obbligatoria.

 

ORIGINE DEGLI USI NORMATIVI

Storicamente gli usi normativi sono stati la prima fonte del diritto. In origine, infatti, il diritto era formato da norme non scritte.

 

ELEMENTI DEGLI USI NORMATIVI

Affinché un uso possa dirsi normativo esso deve presentare due requisiti:

  • l'elemento materiale, ovvero la ripetizione costante ed uniforme di un dato comportamento da parte dei membri della collettività;
  • l'elemento psicologico, cioè la convinzione di obbedire ad una norma giuridica obbligatoria.

 

 

CLASSIFICAZIONE DEGLI USI NORMATIVI

Gli usi normativi possono essere classificati:

  • in base al territorio, in generali e locali;
  • in base alla materia, in generali e speciali;
  • in base alla loro posizione rispetto alla norma scritta in usi secondo la legge, usi al di fuori della legge e usi contro la legge.

 

 

USI GENERALI E LOCALI

A seconda del territorio nel quale trovano applicazione gli usi normativi possono essere distinti in generali o locali.

Gli usi normativi generali sono quelli che sono diffusi su tutto il territorio dello Stato, mentre gli usi locali sono quelli che trovano applicazione solamente in alcune località.

Esempio: sono usi locali quegli usi di natura commerciale che sono applicati solamente in alcune fiere o mercati o porti.

 

USI GENERALI E SPECIALI

A seconda della materia trattata gli usi normativi possono essere distinti in usi generali o speciali.

Gli usi generali regolano tutti i rapporti di qualsiasi genere, mentre gli usi speciali regolano solamente alcuni rapporti.

Esempio: sono usi generali quegli usi che si applicano al commercio in generale, a prescindere dal bene trattato. Sono usi speciali quelli che regolano solamente il commercio di determinati beni, ad esempio il commercio di bestiame o il commercio di olio d'oliva o il commercio di grano.

 

RAPPORTI TRA USI GENERALI, LOCALI E SPECIALI

Quando un rapporto è regolato sia da usi generali che da usi locali occorre tenere presente che gli usi locali prevalgono su quelli generali.

Quando un rapporto è regolato sia da usi generali che da usi speciali, gli usi speciali prevalgono su quelli generali.

 

USI SECONDO LA LEGGE, AL DI FUORI DELLA LEGGE, CONTRARI ALLA LEGGE.

A seconda del rapporto esistente tra usi normativi e legge, gli usi possono essere:

  • usi secondo la legge (consuetudo secundum legem). Si tratta degli usi normativi richiamati dalla legge stessa al fine di completare il loro contenuto.

Esempio: l'art.2099 del Codice civile stabilisce le regole da applicare in materia di retribuzione del lavoro subordinato. Esso prevede che "la retribuzione del prestatore di lavoro deve essere corrisposta nella misura determinata dai contratti collettivi, con le modalità e nei termini in uso nel luogo in cui il lavoro viene eseguito"

In questo modo si stabilisce che la misura della retribuzione deve essere quella prevista nel contratto collettivo, ma le modalità e i termini di pagamento dipendono dagli usi in vigore nel luogo dove viene svolto il lavoro;

 
  • usi al di fuori della legge (consuetudo prater legem). Si tratta degli usi normativi che introducono nuove norme quando le norme scritte non dispongono nulla in merito.

Esempio: è consuetudine che il Presidente della Repubblica, prima di conferire l'incarico di formare il nuovo Governo, effettui delle consultazioni con i rappresentanti dei partiti politici. Tale consuetudine non è richiamata da nessuna norma costituzionale.

Se una norma scritta interviene a disciplinare una materia nella quale vige una consuetudine preter legem, quest'ultima viene meno.

 

  • usi contrari alla legge (consuetudo contro legem). In questo caso l'uso normativo è in contrasto con la norma scritta. Questi usi non hanno efficacia.

 

 

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