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I caratteri della Costituzione italiana

La Costituzione italiana e i suoi caratteri

 

 
CARATTERI DELLA COSTITUZIONE ITALIANA

I caratteri della Costituzione italiana sono:

  • popolarità;
  • rigidità;
  • lunghezza;
  • compromissorietà;
  • democraticità;
  • programmaticità.

 

 

POPOLARITA'

La Costituzione italiana è stata emanata dall'Assemblea Costituente, un organo rappresentativo del popolo. Per questa ragione diciamo che essa è una Costituzione popolare o anche una Costituzione votata a differenza dello Statuto Albertino che era una Costituzione ottriata, cioè concessa dal sovrano ai suoi sudditi.

 

RIGIDITA'

La Costituzione italiana non può essere modificata come una normale legge ordinaria, ma è necessario un particolare procedimento, più complesso, posto in essere dal Parlamento e che prende il nome di revisione costituzionale: per questo essa è considerata rigida.

La scelta, da parte dell'Assemblea Costituente, di una Costituzione rigida discende dal desiderio di tutelare, attraverso norme costituzionali la cui modifica richiede un procedimento legislativo più complesso, le regole fondamentali dello Stato ed evitare una loro violazione.

L'art.138 della Costituzione prevede che le leggi di revisione della Costituzione devono essere adottate da ciascuna Camera del Parlamento con due successive deliberazioni ad intervello non minore di 3 mesi l'una dall'altra. 

Nella prima deliberazione è sufficiente la maggioranza relativa, cioè il voto favorevole della metà più uno dei presenti. Vi è la possibilità che vengano presentati degli emendamenti fino a che il testo viene approvato da entrambe le camere.

Si passa, quindi, alla seconda deliberazione che, come si è detto, deve avvenire ad un intervallo non minore di 3 mesi. In seconda deliberazione lo stesso testo, approvato in prima deliberazione, deve essere approvato con la maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera. Per maggioranza assoluta si intende la metà più uno di tutti i membri della Camera.

Qualora, nella seconda deliberazione, viene raggiunta la maggioranza assoluta ma non quella dei 2/3 dei componenti, la legge di revisione costituzionale può essere sottoposta a referendum costituzionale se a richiederlo sono:

  • 1/5 dei membri di una Camera;
  • oppure 500.000 elettori;
  • oppure 5 Consigli regionali.

 

Con il referendum costituzionale gli elettori possono confermare o meno la revisione approvata dalle Camere.

 

Procedimento di revisione costituzionale

 

La Costituzione prevede, tra l'altro, che non si possa mai modificare la forma repubblicana: a prevederlo è l'art.139 che stabilisce che la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale.

 

LUNGHEZZA

La Costituzione italiana è una Costituzione lunga:

  • sia nel senso che contiene norme su molti argomenti, per alcuni dei quali potrebbero non sembrare necessaria una norma costituzionale, come ad esempio norme in tema di salute o di risparmio;
  • sia nel senso che molte norme non si limitano a contenere delle enunciazioni di principio generali, ma entrano nel dettaglio e negli aspetti applicativi. Così, ad esempio, avviene in materia di misure restrittive della libertà personale o di libertà di stampa.

 

La crescita delle materie disciplinate dalla Costituzione è tipica degli Stati democratici e sociali nei quali, un maggior numero di interessi, cercano protezione a livello costituzionale.

 

COMPROMISSORIETA'

L'Assemblea costituente che ha approvato la Costituzione italiana era formata da membri appartenenti a vari partiti politici aventi ideologie, a volte, molto diverse.

Nel predisporre la Costituzione, ed in particolare i suoi principi fondamentali, si fece prevalere l'interesse della Repubblica rispetto alle proprie convinzioni politiche.

Il testo che ne è venuto fuori è un compromesso tra posizioni a volte molto lontane tra loro.

Ad esempio, l'art.41 della Costituzione, prevede che "l'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali".

Questo articolo rappresenta un compromesso tra:

  • i principi liberali, nella parte in cui si riconosce che l'iniziativa economica privata è libera;
  • e quelli socialisti nella parte in cui è previsto che l'attività economica è anche pubblica, e l'attività economica privata e quella pubblica siano indirizzate dalla legge a fini sociali.

 

 

DEMOCRATICITA'

Alla base della Costituzione italiana vi è il principio della democrazia poiché la sovranità appartiene al popolo.

Infatti, l'art.1 della Costituzione sancisce che "la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione".

La Costituzione italiana, quindi, fissa il ritorno allo Stato democratico dopo l'esperienza della stato totalitario fascista. 

 

PROGRAMMATICITA'

Una Costituzione può contenere:

  • norme precettive o obbligatorie che racchiudono comandi giuridici o regolano dei rapporti;
  • e norme programmatiche o direttive che, non contengono un comando giuridico, ma una enunciazione di principio o una direttiva per il legislatore chiamato ad emanare le leggi per dare attuazione a tali principi. Da esse non derivano direttamente diritti ed obblighi che discendono dalle leggi emanate per dare attuazione a tali principi.

 

La Costituzione italiana è una Costituzione programmatica nel senso che non contiene solamente norme che stabiliscono le regole relative all'ordinamento dello Stato o quelle relative alla disciplina dei rapporti tra Stato e cittadini, ma anche norme che fissano alcuni obiettivi che i pubblici poteri debbono realizzare. In altre parole la Costituzione è una sorta di programma da attuare.

Questo programma comprende:

  • sia una serie di diritti sociali che devono essere realizzati dallo Stato come il diritto al lavoro, il diritto all'istruzione, ecc..
  • sia l'attribuzione alla Repubblica del compito di intervenire concretamente affinché tali diritti non rimangano solamente una teorica enunciazione.

 

 

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