IMPOSTE FISSE, PROPORZIONALI, PROGRESSIVE E REGRESSIVE

DEFINIZIONI E DIFFERENZE

IMPOSTE FISSE E IMPOSTE VARIABILI

Le imposte possono essere distinte in:

  • imposte fisse;
  • imposte variabili.

Le imposte fisse sono imposte dovute in un ammontare fisso a prescindere dalla ricchezza, dal reddito, dal prezzo, ecc..

Esempio: l'imposta di registro è un'imposta dovuta nel caso di registrazione di alcuni atti presso l'Agenzia delle Entrate. Per alcuni tipi di atti è previsto il pagamento di un'imposta fissa a prescindere dal valore dell'atto registrato.

Le imposte variabili variano al variare della base imponibile. Le imposte variabili possono essere:

  • proporzionali;
  • progressive;
  • regressive.

IMPOSTE PROPORZIONALI

L'imposta si dice proporzionale quando l'aliquota è costante indipendentemente dal valore assunto dalla base imponibile.

Esempio: se la base imponibile è 1.000 il contribuente paga 100. Se la base imponibile è 2.000 il contribuente paga 200. Se la base imponibile è 3.000 il contribuente paga 300. In tutti e tre i casi l'aliquota applicata è del 10%.

IMPOSTE PROGRESSIVE

L'imposta si dice progressiva quando l'aliquota cresce all'aumentare della base imponibile.

Esempio: se la base imponibile è 1.000 il contribuente paga 100 (aliquota del 10%). Se la base imponibile è 2.000 il contribuente paga 240 (aliquota del 12%). Se la base imponibile è 3.000 il contribuente paga 450 (aliquota del 15%). Quindi all'aumentare della base imponibile aumenta l'aliquota applicata.

La nostra Costituzione prevede che sistema tributario italiano è informato a criterio di progressività.

Esistono vari tipi di imposte progressive.

Le imposte progressive presentano pregi e difetti.

IMPOSTE REGRESSIVE

L'imposta si dice regressiva quando l'aliquota diminuisce all'aumentare della base imponibile.

Esempio: se la base imponibile è 1.000 il contribuente paga 100 (aliquota del 10%). Se la base imponibile è 2.000 il contribuente paga 160 (aliquota dell'8%). Se la base imponibile è 3.000 il contribuente paga 180 (aliquota del 6%). Quindi all'aumentare della base imponibile diminuisce l'aliquota applicata.

Le imposte regressive sono contrarie ad ogni principio di giustizia tributaria. Infatti, tali imposte, non sono normalmente presenti nei sistemi tributari. Tuttavia le imposte sui consumi dei beni di prima necessità si rivelano essere, nella sostanza, delle imposte regressive in quanto gravano, in proporzione, più sulle classi sociali meno abbienti che sui ricchi.

Esempio: Tizio ha un reddito di 1.000 e paga 100 di imposte sui consumi dei beni di prima necessità. Caio ha un reddito di 5.000 e paga sempre 100 sui consumi dei beni di prima necessità. L'aliquota pagata da Tizio è del 10% [(100/1.000) x 100]. L'aliquota pagata da Caio è del 2% [(100/5.000) x 100]. Di fatto, quindi, si tratta di un'imposta regressiva.

 
 

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