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Gli strumenti del protezionismo

Dazi doganali, contingenti di importazione

 

 
STRUMENTI DEL PROTEZIONISMO

Due sono i principali strumenti usati per realizzare una politica protezionista:

  • i dazi doganali;
  • i contingenti di importazione.

 

A questi due strumenti si affiancano anche i sussidi da parte dello Stato all'industria nazionale ed eventuali accordi internazionali.

 

DAZI DOGANALI

I dazi doganali prendono anche il nome di tariffe doganali. Essi consistono in tributi che devono essere pagati sui beni importati.

I dazi possono essere proporzionati:

  • alla quantità di merce importata. In questo caso prendono il nome di dazi specifici. Esempio: è specifico il dazio di 10 euro per ogni 100 kg di merce importata. Per cui, chi importa 500 kg di una data merce, paga un dazio di 50 euro;
  • al valore della merce importata. In questo caso prendono il nome di dazi ad valorem. Esempio: è ad valorem il dazio del 10% sul prezzo  della merce importata. Per cui, chi importa 1.000 euro di una data merce, paga 100 euro di dazio.

 

I dazi hanno soprattutto lo scopo di scoraggiare l'importazione di merci provenienti dal resto del mondo: essi, determinano un aumento del costo del bene importato e, di conseguenza, del suo prezzo, scoraggiando così la domanda dei beni stranieri. In questo caso parliamo di dazi protettivi. Essi favoriscono i produttori nazionali consolidando la loro posizione oligopolistica.

I dazi, però, possono avere anche come finalità il conseguimento di entrate fiscali: in questo caso si parla di dazi fiscali.

 

CONTINGENTI DI IMPORTAZIONE

Si parla di contingenti di importazione quando lo Stato fissa, per un determinato bene, una quantità massima che può essere importata.

Normalmente i contingenti di importazione vengono applicati rilasciando delle licenze di importazione agli importatori nazionali o ai governi stranieri. 

Il contingentamento garantisce allo Stato che le importazioni di un dato bene non supereranno il livello fissato. Gli effetti del dazio, invece, dipendono da come i consumatori rispondono all'aumento del prezzo, cioè, se sono o meno disposti a pagare un prezzo più alto per avere il bene proveniente dall'estero.

I contingenti di importazione comportano un aumento del prezzo interno del bene rispetto a quello internazionale a causa della sua limitatezza nel paese. Quindi, dal punto di vista del prezzo, dazio e contingente hanno le medesime conseguenze. Tuttavia, il dazio determina sempre un'entrata per lo Stato, mentre l'aumento del prezzo in caso di contingentamento va a beneficio degli importatori, salvo il caso in cui lo Stato, vendendo all'asta le licenze, riesce ad incassare un ammontare pari a quello ottenuto tramite il dazio.

 

SUSSIDI DA PARTE DELLO STATO

Per favorire i prodotti nazionali, lo Stato può concedere dei sussidi all'industria interna che sarà, così, in grado di abbassare i prezzi praticati sia all'interno del paese che sui beni esportati.

I sussidi concessi possono essere:

  • sgravi fiscali, cioè riduzioni delle imposte da pagare;
  • sgravi contributivi, cioè riduzioni degli oneri sociali pagati dal datore di lavoro sui salari e sugli stipendi;
  • agevolazioni creditizie, cioè concessioni di crediti a condizioni particolarmente vantaggiose;
  • finanziamenti a fondo perduto, che non devono essere restituiti.

 

Queste misure rendono le imprese nazionali più competitive rispetto a quelle straniere.

 

ACCORDI INTERNAZIONALI SULLE MATERIE PRIME

Gli accordi internazioni sulle materie prime prendono anche il nome di commodity agreements

Essi hanno come scopo di ridurre l'instabilità dei prezzi delle materie prime e delle derrate alimentari. Spesso, i produttori di tali beni sono i paesi sottosviluppati o in via di sviluppo. Le variazioni dei prezzi dei beni esportati arrecano danni a tali paesi. Per ovviare a questo inconveniente, vengono stipulati degli accordi internazionali, in genere promossi da organizzazioni internazionali.

Tali accordi possono prevedere:

  • delle quote di esportazioni. In questo caso si stabilisce un prezzo minimo e un prezzo massimo per gli scambi internazionali. Nel caso in cui la produzione dovesse essere superiore rispetto alla domanda, il prezzo scende al minimo e i paesi produttori limitano le esportazioni entro un limite prefissato senza poter andare al di sotto di esso;
  • la costituzione di scorte. In questa seconda ipotesi un ufficio opportunamente costituito accumula le scorte in caso di diminuzione della domanda e vende tali scorte quando la domanda aumenta;
  • i contratti  multilaterali con i quali, in un certo intervallo di tempo, produttori e consumatori vendono ed acquistano le quantità di prodotto concordate ai prezzi stabiliti.

 

 

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