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La domanda di moneta secondo Keynes

Domanda di moneta per le transazioni, per motivi precauzionali e speculativi

 

 

LA DOMANDA DI MONETA SECONDO KEYNES

Secondo Keynes i motivi per cui si detiene moneta sono tre:

  • motivo delle transazioni;
  • motivo precauzionale;
  • motivo speculativo.

 

MOTIVO DELLE TRANSAZIONI

I soggetti domandano una certa quantità di moneta per far fronte ai propri acquisti: questa è la domanda di moneta a causa delle transazioni.

Questa componente della domanda di moneta può essere esaminata sia con riguardo alle famiglie, che con riguardo alle imprese.

La quantità di moneta trattenuta dalle famiglie per effettuare gli acquisti necessari a soddisfare i propri bisogni dipende:

  • dall'entità del proprio reddito. Prendiamo, ad esempio, due famiglie: la prima percepisce un reddito di 1.500 euro al mese, mentre la seconda percepisce un reddito di 3.000 euro al mese. Molto probabilmente, la quantità di contanti tenuti per gli acquisti di beni e servizi da parte della seconda famiglia, sarà superiore rispetto alla quantità tenuta dalla prima. Questo perché, chi ha un reddito superiore, acquista beni e servizi più cari; 
  • dall'intervallo di tempo che intercorre tra le diverse entrate. Supponiamo di avere due famiglie che percepiscono entrambe 2.000 euro al mese. Tuttavia la prima famiglia percepisce questo reddito mensilmente (2.000 euro al mese), mentre la seconda lo percepisce ogni tre mesi (6.000 euro al trimestre). Ipotizzando che le due famiglie spendano la stessa cifra, ogni mese, nell'acquisto di beni e servizi, e che tale cifra sia pari a 1.800 euro. La prima famiglia dovrà tenere in contanti una cifra media di 900 euro  ottenuta considerando 1.800 euro all'inizio del mese e zero euro alla fine del mese [(1.800 + 0)/ 2 = 900].  La seconda famiglia dovrà tenere in contanti una cifra media di 2.700 euro  ottenuta considerando 5.400 euro  (ovvero 1.800 x 3) all'inizio del trimestre e zero euro alla fine del trimestre (5.400 + 0)/ 2 = 2.700. 

 

La quantità di moneta trattenuta dalle imprese dipende dalla quantità di transazioni poste in essere dall'impresa in un certo periodo di tempo.

E' evidente che maggiore è il volume d'affari dell'impresa e più elevata è la quantità di moneta di cui essa ha bisogno per far fronte alle spese correnti.

Secondo Keynes, la quantità di moneta che le imprese detengono per le transazioni è all'incirca proporzionale al valore globale delle transazioni commerciali.

 

Domanda di moneta per transazioni

 

 

MOTIVO PRECAUZIONALE

Sia le famiglie che le imprese terranno una certa quantità di moneta per far fronte a situazioni impreviste.

La quantità di moneta tenuta per motivi precauzionali dipende anche da fattori psicologici.

Così ci sono persone più preoccupate per eventuali incertezze future come malattie, perdita di lavoro, ecc.. che, di conseguenza, tendono a trattenere una maggiore quantità di denaro in forma liquida, mentre altre più ottimiste, saranno portate a trattenere una minore quantità di denaro in forma liquida.

Anche tra le imprese si assiste ad una situazione analoga: alcune imprese sono più prudenti e altre meno. Ciò può dipendere anche dal settore nel quale operano le aziende che può risultare più o meno rischioso, o dalla maggiore o minore difficoltà di fare previsioni circa il futuro.

In ogni modo, dato che si può ritenere che soggetti più prudenti e soggetti meno prudenti sono equamente distribuiti, si può affermare che la quantità di denaro tenuta per motivi precauzionali dipende anch'essa dal reddito: chi detiene un reddito appena sufficiente a soddisfare i bisogni di prima necessità non avrà modo di tenere denaro in forma liquida per far fronte ad imprevisti futuri, mentre all'aumentare del reddito aumenta la quota di denaro tenuta in forma liquida per scopi precauzionali.

Domanda di moneta per motivi precauzionali

 

 

MOTIVO SPECULATIVO

Una certa quantità di moneta può essere tenuta nella speranza di lucrare dei guadagni.

Secondo Keynes ogni persona può decidere di:

  • tenere la moneta in forma liquida;

oppure

 

Keynes volutamente semplifica la sua analisi prendendo in esame solamente due possibili impieghi della ricchezza.

Se il soggetto tiene la moneta in forma liquida, egli non trae da essa alcun reddito, tuttavia in caso di bisogno può usarla prontamente.

Se il soggetto decide di investire in obbligazioni, egli ricava dall'investimento un interesse, ma chiaramente in caso di bisogno si trova sprovvisto di liquidità.

Si può ritenere che, quando i tassi di interessi sono alti, il soggetto tenderà ad investire in obbligazioni e, di conseguenza la quantità di moneta tenuta in forma liquida sarà scarsa, mentre quando il tasso di interesse è basso, il soggetto preferirà conservare la moneta in forma liquida e quindi la domanda di moneta sarà elevata.

Quindi la domanda di moneta a scopo speculativo è legata al tasso di interesse da una relazione inversa.

 

Domanda di moneta per motivi speculativi

 

 

DOMANDA DI MONETA PER FINI SPECULATIVI

Disegniamo gli assi cartesiani ed indichiamo:

  • sull'asse delle ascisse, la domanda di moneta L;
  • sull'asse delle ordinate, il tasso di interesse i.

 

Domanda di moneta a fini speculativi

 

Nella prima parte del grafico la curva è verticale: questo perché, anche quando il tasso di interesse è molto alto, i soggetti tengono una certa quantità di moneta in forma liquida a fini speculativi per cui, anche se il tasso di interesse continua a crescere, la quantità di moneta tenuta in forma liquida per fini speculativi, non si riduce ulteriormente.

Nell'ultima parte del grafico la curva è orizzontale: questo perché, quando il tasso di interesse è molto basso, dal punto di vista teorico, la domanda di obbligazioni è nulla mentre la domanda di moneta per fini speculativi è infinita. Il valore minimo del tasso di interesse che rende la curva parallela all'asse delle x è detta trappola della liquidità.

Trappola della liquidità

 

TASSO ATTESO DI INTERESSE

La domanda di moneta per fini speculativi risente anche del tasso atteso di interesse.

Il tasso di interesse influenza il corso delle obbligazioni, cioè il loro prezzo. Vediamo in che modo.

Supponiamo di avere un titolo senza scadenza (le stesse conclusioni valgono anche in caso di titolo avente una scadenza).

Supponiamo che un'obbligazione venga emessa al tasso del 6%. Questo significa che il soggetto che ha acquistato un obbligazione del valore nominale di 100 euro riceverà un interesse di 6 euro ogni anno.

Supponiamo ora che il tasso di interesse salga al 12%. Il nostro soggetto dovrà scegliere se, continuare a tenere investiti i suoi 100 euro nelle vecchie obbligazioni che gli rendono 6 euro l'anno, o se vendere le sue obbligazioni ed investire in 100 euro di nuove obbligazioni che gli renderanno 12 euro l'anno. E' chiaro che propenderà per la seconda soluzione. La domanda dei vecchi titoli di conseguenza scenderà, e quindi anche il loro prezzo, mentre la domanda dei nuovi titoli salirà e quindi anche il loro prezzo.

Quindi, se ci si attende un aumento del tasso di interesse, ci si può aspettare una riduzione del corso dei titoli in circolazione, con la conseguenza che sarà conveniente vendere tali titoli. Ciò porterà a rendere nulla la domanda dei titoli in circolazione, mentre la domanda di moneta diventa infinita.

Questa situazione è simile a quella della trappola della liquidità, tuttavia dipende non dal tasso di interesse attuale, ma da quello atteso per il futuro.

Invece, se ci si attende una diminuzione del tasso di interesse, ci si può aspettare un aumento del corso dei titoli in circolazione, con la conseguenza che sarà conveniente vendere i titoli.

 

Domanda di moneta in funzione del tasso di interesse atteso

 

 

DOMANDA DI MONETA

Nell'analisi keynesiana, la domanda di moneta, che indichiamo con Md, dipende:

  • dal livello del reddito Y;
  • e dal tasso di interesse i.

 

Quindi possiamo scrivere:

Md = M (Y, i).

In altre parole possiamo dire che la domanda di moneta è funzione del reddito e del tasso di interesse.

 

Spesso viene usata una funzione di tipo additivo

Md = L1 (Y) + L2 (i)

dove:

  • L1 indica la domanda di moneta per transazioni e per scopi precauzionali. Tale domanda è considerata funzione del reddito;

  • L indica la domanda di moneta per scopi speculativi. Tale domanda è considerata funzione dell'interesse.

 

 

 

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